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Serena Donati

Ex studentessa in Ingegneria Meccanica

Ciao a tutti, sono Serena Donati, ho 27 anni e attualmente lavoro come testing engineer in Dallara Automobili. Sono un’ingegnera meccanica: ho studiato Ingegneria Meccanica a Pisa per la triennale e poi ho preso la specializzazione in Ingegneria dei Veicoli. La scelta di iscrivermi a Ingegneria Meccanica per me è stata abbastanza semplice, perché ho sempre avuto una forte passione per le due e le quattro ruote, una passione che nasce quando mio papà, a 15 anni, mi ha messo sulla mia prima moto, da cui non sono più scesa. Quindi, dopo le superiori, è stato abbastanza naturale per me scegliere cosa fare.

Non mi aspettavo però un percorso così duro, perché è inutile girarci intorno: Meccanica è un percorso difficile e richiede tanti sacrifici. Tant’è che, sinceramente, al secondo anno, in un momento di sconforto, ho addirittura messo in vendita i libri. Per fortuna nessuno me li ha comprati, altrimenti oggi non sarei qui a raccontarvi il mio percorso. Allo stesso tempo, però, a posteriori sono molto contenta di aver intrapreso questo cammino, perché nel mio lavoro mi confronto ogni giorno con clienti provenienti da tutta Europa e mi rendo conto di come il mio percorso di studi mi abbia dato una preparazione tale da permettermi di affrontare i problemi quotidiani.

Oggi mi rendo conto che una cosa che durante l’università recriminavo molto, ovvero il fatto di essere più teorica rispetto ad altre università, è in realtà uno dei suoi punti di forza. Le cose pratiche abbiamo tutta la vita per impararle, mentre le basi teoriche e la forma mentis, non dico che non si possano acquisire a posteriori, perché c’è sempre tempo per rimettersi a studiare e rimettersi in gioco, ma è sicuramente molto più difficile.

Terminati gli studi, quando mi sono affacciata al mondo del lavoro, mi sono trovata ad affrontare situazioni che all’università non avevo mai sperimentato, ovvero un po’ di disparità di genere. Essendo un settore molto maschile, noi donne siamo spesso sotto i riflettori, sia nel bene che nel male. Se facciamo una cosa bene, a volte vale un po’ di più perché siamo donne: la gente non se lo aspetta e quindi sorprende. Allo stesso tempo, se una cosa la facciamo male, sembra quasi confermare l’idea che “beh, è donna, quindi è normale che sbagli”.

Però la situazione sta cambiando in fretta e mi auguro che sempre più ragazze siano invogliate ad affacciarsi a questo mondo, che per me è bellissimo.

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