Docente di Metallurgia
Buongiorno, mi chiamo Renzo Valentini e sono docente del corso di laurea in Ingegneria Meccanica, sia per la parte triennale sia per la parte magistrale. Ho molto piacere nel fare queste dichiarazioni perché, nella mia carriera, iniziata naturalmente con una laurea e un dottorato di ricerca in Ingegneria, in particolare metallurgica, che è la mia materia, quindi mi occupo di materiali metallici, ho avuto una grandissima collaborazione con il mondo esterno all’università. E questo non significa solamente l’industria manifatturiera, quindi le grandi industrie manifatturiere italiane e non solo italiane, ma anche una serie di problematiche. Ne cito una per tutte, purtroppo tristemente famosa in questi tempi: la conservazione e la costruzione delle grandi infrastrutture. Difatti sono consulente tecnico per il Tribunale per indagare sulle cause del crollo del ponte Morandi di Genova.
Perché dico queste cose? Perché chi si iscrive a Ingegneria Meccanica deve sapere che l’ingegnere meccanico moderno non è soltanto la persona che tipicamente immaginiamo magari con una tuta che smonta automobili o cose del genere, ma ha uno spettro di competenze a 360 gradi. La meccanica, certamente antica come scienza, è indubbiamente ancora presente nella vita di tutti noi. Tornando, ad esempio, al settore automobilistico, sappiate che le auto che utilizziamo quotidianamente sono realizzate con materiali che studiamo proprio in Ingegneria Meccanica e che non esistevano nemmeno quindici anni fa. È quindi un’industria antica, ma che si rinnova continuamente.
Per questo motivo richiede, oltre a uno spirito di sacrificio — perché si tratta di un corso di laurea certamente impegnativo — anche una propensione a mettersi in discussione e a guardare sempre verso nuovi orizzonti. Non è qualcosa di chiuso in una torre d’avorio. Questo è estremamente importante, perché è vero che oggi vediamo come molto avanzate, anche per via dell’atteggiamento dei media, altre tipologie di specializzazioni, come quelle elettroniche o informatiche, e nessuno vuole mettere in dubbio che lo siano. Tuttavia, alla base di tutto c’è sempre qualcosa di materiale, di fisicamente materiale: non viviamo solo di beni immateriali. I beni materiali, in particolare quelli industriali, derivano tutti dall’ingegneria meccanica.
Il corso di laurea è diviso in una fase triennale. Il corso triennale ha il compito di fornire le basi fondamentali, sia per poter entrare già nel mondo del lavoro con determinate mansioni, sia come preparazione propedeutica al corso di laurea magistrale. Nella magistrale, infatti, alcuni concetti vengono approfonditi ed esplorati in modo più esteso. Non si tratta di una semplice continuazione della laurea triennale, ma di un percorso nuovo, per il quale sono però necessarie basi molto solide. In particolare, il modo di affrontare questi studi deve tenere conto del fatto che la laurea triennale fornisce una formazione di base che solo in parte prosegue quanto fatto alle scuole superiori, ma che per molti aspetti rappresenta una formazione nuova e certamente molto impegnativa. La parte magistrale, quella successiva, è quindi un’applicazione delle nozioni già conosciute, ma sempre con uno spirito di innovazione e con la volontà di non fermarsi di fronte a ciò che può sembrare vetusto. La meccanica c’è sempre stata con l’uomo e ci sarà sempre: è una materia che si può definire, nel senso più nobile del termine, classica.