Ex- studente di Ingegneria Meccanica adesso assegnista di ricerca all’Università di Pisa
Ciao a tutti, sono Tommaso Grossi e sono assegnista di ricerca presso l’Università di Pisa. Chi di voi si iscriverà a Ingegneria Meccanica mi incontrerà al secondo anno come esercitatore del corso di Tecnica delle Costruzioni Meccaniche. Ho deciso di raccontare la mia esperienza perché penso possa essere un esempio di quante cose si possano fare con una laurea in Ingegneria Meccanica, non solo quante, ma anche quanto diverse tra loro. Questo, indirettamente, credo spieghi bene quanto siano trasversali le competenze che uno studente può acquisire con un corso come Ingegneria Meccanica.
Grazie ai contatti dei professori del dipartimento, ho svolto la tesi di laurea magistrale in Ducati, a Borgo Panigale, occupandomi dello studio dell’utilizzo di incollaggi strutturali per l’alleggerimento di componenti su moto stradali che, ancora oggi, ho la fortuna e la soddisfazione di vedere in circolazione. Terminata la tesi, sono stato assunto in Maserati, a Modena, dove mi sono spostato a fare qualcosa di completamente diverso. Facevo parte del team che ha programmato e sviluppato la guida autonoma di livello II per le Maserati uscite nel 2018. Ci siamo divertiti molto. Non avrei mai pensato, ad esempio, che le autostrade della North Carolina fossero così diverse da quelle della Repubblica Ceca. Il nostro lavoro era assicurarci che il software che decide come guidare l’auto fosse in grado di farlo in tutte le condizioni. Sono quindi passato dalla progettazione a un’attività più legata al controllo.
Dopo circa un anno passato in giro per il mondo, c’è stato un altro cambio: sono stato assunto in Toro Rosso, la squadra di Formula 1 di Faenza, che poi ha cambiato nome in AlphaTauri. Anche lì il lavoro era completamente diverso. Facevo parte del team test: durante la stagione ci occupavamo di verificare che tutte le componenti che avevano corso una gara tornassero a casa sufficientemente integre dal punto di vista meccanico per affrontare la gara successiva. Durante l’off-season, quindi in inverno, ci occupavamo invece dello studio e soprattutto dell’omologazione della vettura dell’anno successivo. Era un lavoro molto pratico, sperimentale, di laboratorio, molto affine allo studio dei compositi, delle nuove tecnologie e dei nuovi materiali, e abbiamo visto molti materiali “esotici”, come spesso ci si aspetta da un team di Formula 1.
A un certo punto, però, la mia curiosità non si era ancora placata e ho deciso di lasciare anche quel mondo per rientrare all’università. Ingegneria Meccanica mi era piaciuta così tanto che sono tornato a fare un dottorato. In parallelo, facendo ancora qualcosa di diverso rispetto alle esperienze precedenti, sono entrato nel collegio dei periti nominati dal Tribunale di Genova per lo studio delle cause del crollo del ponte Morandi, un ambito quindi di natura più civile. Il dottorato, invece, ha riguardato lo studio di temi legati alla stampa 3D dei metalli, un argomento molto attuale nella meccanica moderna, soprattutto industriale. Negli ultimi tempi, come assegnista di ricerca, mi sto affacciando anche al mondo dell’intelligenza artificiale, occupandomi di come utilizzare questi algoritmi per velocizzare in maniera significativa il calcolo strutturale.
A questo punto vorrei dare un consiglio, perché molti studenti dubbiosi mi pongono spesso questa domanda: in un mondo sempre più informatico, non è forse obsoleto occuparsi di meccanica? La mia risposta è questa. Chi studia l’intelligenza artificiale, in un certo senso, è come un pedagogista della macchina: per insegnare serve conoscere la pedagogia, ma serve soprattutto avere qualcosa da insegnare. Oggi potete chiedere a un sistema di intelligenza artificiale di scrivervi un programma e lo farà molto bene, ma chiedetegli di progettare una macchina o di disegnare un motore: non è ancora in grado di farlo. Nel futuro, quindi, saper fare qualcosa che le macchine non sanno ancora fare sarà estremamente prezioso. La morale, e il consiglio che mi sento di darvi, è questo: se vi piace la meccanica, sono sicuro che il futuro avrà bisogno delle competenze che imparerete qui.