Ex studentessa in Ingegneria Meccanica
Ciao a tutti, sono Cecilia Moreschini e ho conseguito prima la laurea triennale in Ingegneria Meccanica a Pisa e poi la laurea magistrale in Ingegneria dei Veicoli. Attualmente lavoro in Magna, un’azienda automotive internazionale che si occupa della produzione di componentistica per veicoli, fatta eccezione per gli pneumatici e i motori a combustione interna. Nella sede in cui lavoro ci occupiamo in particolare di sviluppare e produrre componenti meccatronici dedicati alla movimentazione, quindi all’apertura e alla chiusura di portiere, portelloni e cofani.
Il settore automotive rimane, secondo me, ancora oggi un settore prevalentemente maschile, per due ragioni principali. La prima è che esiste ancora la concezione che siano professioni più adatte agli uomini. La seconda è che, probabilmente, dal punto di vista statistico, ci sono più uomini appassionati di auto e motori rispetto alle donne. Credo che queste siano anche le due ragioni principali per cui ci sono poche donne che si iscrivono a Ingegneria Meccanica. Nel mio caso, però, il motivo che mi ha spinto a scegliere Ingegneria Meccanica non è stata la passione per i motori, ma il desiderio di avere una formazione tecnico-scientifica, basata sulla matematica e sulla fisica, ma con un forte aspetto applicativo. Il mondo automotive è quindi arrivato come una conseguenza, come una delle possibili declinazioni e uno dei possibili sbocchi di questo percorso.
Ho sempre avuto le idee abbastanza chiare sulla volontà di scegliere Ingegneria Meccanica. Al momento dell’iscrizione, però, ho avuto qualche dubbio, perché ero consapevole che si trattasse di un percorso impegnativo e mi chiedevo se potesse essere alla mia portata. Mi è stato assicurato, e posso confermarlo, che non è un percorso per persone geniali. È però vero che una certa propensione e una certa attitudine sono necessarie, insieme a molta dedizione, impegno e costanza. Durante il percorso di studi ho avuto la possibilità di trascorrere un breve periodo all’estero al Fermilab, negli Stati Uniti, un laboratorio di ricerca dove si svolgono esperimenti di fisica delle particelle. Questa opportunità mi è stata offerta grazie alla collaborazione tra l’Università di Pisa, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Fermilab. È stato un periodo breve, ma che mi ha arricchito molto, sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista umano.
Dopo la laurea magistrale mi è stata proposta dal Dipartimento di Meccanica una borsa di studio in collaborazione con Magna, che è stato di fatto il trampolino di lancio per il mio inserimento nella realtà aziendale. Attualmente ricopro un ruolo prevalentemente tecnico, quindi strettamente inerente al mio percorso di studi: faccio parte del gruppo calcoli e ci occupiamo di analisi strutturali, ma anche cinematiche, dinamiche e acustiche, sempre con l’obiettivo di correlare i risultati con i test fisici e di muoverci verso una validazione sempre più virtuale, così da ridurre tempi e costi. Ciò che mi ha permesso di ricoprire questo ruolo è sicuramente la base tecnica e la formazione ricevuta all’università, ma soprattutto il metodo, che nelle sfide di tutti i giorni mi consente di approcciarmi correttamente ai problemi che mi vengono posti. Infine vorrei consigliare a tutti coloro che hanno il desiderio di iscriversi a ingegneria meccanica di non scoraggiarsi: è un percorso impegnativo, ma non è inaccessibile, e vale la pena perseguire questo obiettivo.