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Alessandro Musacchio

Senior manager in Baker Hughes

Mi chiamo Alessandro Musacchio e lavoro in Baker Hughes Nuovo Pignone a Firenze, dove dirigo un gruppo che si occupa di ricerca e sviluppo sulle tecnologie manifatturiere. In particolare, il gruppo svolge attività di scouting: identifica, sviluppa in ambito di laboratorio e trasferisce ai siti produttivi tecnologie nell’ambito della lavorazione meccanica, sia convenzionale che non convenzionale, dei controlli non distruttivi, della saldatura, delle tecnologie di superfinitura e si occupa anche di valutare la producibilità di tutti i nuovi prodotti.

Baker Hughes è una delle aziende più grandi che operano nel settore delle tecnologie per l’energia e si occupa principalmente di turbomacchine e di sistemi per la produzione, il trasporto e l’utilizzo delle fonti energetiche. Recentemente è impegnata anche nella transizione verso fonti alternative, come l’idrogeno, e nelle tecnologie per la cattura della CO₂. Io mi sono laureato in Ingegneria Meccanica ormai quasi tredici anni fa e successivamente ho conseguito il dottorato in Energia e Sviluppo Sostenibile. All’inizio della mia carriera ho lavorato nel settore automobilistico, occupandomi di industrializzazione di nuovi prodotti.

Successivamente mi sono spostato in quella che allora era GE Oil & Gas, quindi sempre Nuovo Pignone, l’azienda per cui lavoro ancora oggi e che nel frattempo ha cambiato nome in Baker Hughes. Inizialmente ho lavorato come progettista per diversi anni, in particolare come progettista di turbine a gas. In seguito mi sono occupato di progetti di riduzione dei costi sulle piattaforme delle turbine a gas, poi sono passato alla guida del team che si occupava della valutazione della producibilità dei nuovi prodotti e infine ho ampliato le mie responsabilità fino al ruolo attuale.

Ho scelto Ingegneria Meccanica perché avevo una grande passione e un forte interesse per la meccanica. Quello che questo percorso mi ha dato, oltre a una notevole preparazione tecnica, quasi naturale e scontata per certi versi, è stata soprattutto una sensibilità verso le tematiche tecniche, cioè la capacità di comprendere le implicazioni di ciascuna scelta che noi ingegneri siamo chiamati a fare rispetto agli obiettivi del corso e del nostro lavoro. Un’altra caratteristica peculiare che mi ha permesso, se così si può dire, di avere successo finora è stata la capacità di sviluppare una visione di insieme, considerando ogni problema non solo per quello che è, ma tenendo conto delle implicazioni di ogni possibile soluzione sull’intero sistema.

In generale, il grande valore del corso di laurea è stato l’approccio ai problemi: l’analisi, la definizione, la semplificazione e quindi la capacità di mettersi nelle condizioni di risolverli con un metodo rigoroso, basato sui dati e su un approccio razionale. Altri due elementi che considero importanti quanto quelli tecnici sono, innanzitutto, l’insegnamento che il successo è spesso costituito da una serie di insuccessi. Il corso è difficile, richiede impegno, costanza e determinazione, ma questo rappresenta una metafora e un allenamento per quella che sarà la vita professionale e anche personale di ciascuno di noi.

L’ultimo punto a cui tengo moltissimo è che questo corso mi ha permesso di costruire una rete di relazioni con ex compagni di corso, che nel tempo sono diventati colleghi, sia nella stessa azienda sia in aziende diverse. Questa rete consente sempre di appoggiarsi gli uni agli altri nella risoluzione di problemi o nella ricerca di opportunità di crescita professionale, e forse questo è uno dei valori più importanti che il corso mi ha dato. Un altro elemento rilevante è che il corso di laurea in Ingegneria Meccanica, proprio perché difficile e impegnativo, usando un termine ingegneristico “forgia” gli studenti. Questa caratteristica la riscontriamo chiaramente quando facciamo selezione del personale, in particolare di ingegneri neolaureati o con poca esperienza, quando gli effetti del percorso di studi sono ancora molto vivi: gli studenti che escono da questo corso di laurea sono effettivamente riconoscibili.

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